Il paese - storia e cultura

La storia non è necessariamente qualcosa di scritto.
Chiese, case, ponti, anfiteatri possono raccontare le loro vicende con la chiarezza di un libro...
se si hanno occhi per vedere
(Eileen Power – storica britannica (1889-1940).

Martis: un nome pregnante che riporta ai fasti di un passato le cui impronte permangono ovunque.
E non è difficile immaginare lunghe colonne di soldati romani e imponenti cavalieri percorrere il territorio e dare inizio a costruzioni di accampamenti, città e templi in onore dei loro Dei. Tra questi vi era sicuramente, come attesta la tradizione, un tempio, oggi scomparso, costruito sulla cima di una collina e dedicato a Marte, il dio della guerra per i Romani. Secondo una leggenda, infatti, il paese venne edificato dai superstiti di una guerra tra due villaggi vicini: Tathari, situato su Monte Franco e Marte. Leggenda o fantasia, il territorio è comunque teatro del passaggio e della permanenza di numerose genti sin dal Paleolitico, come attestano il ritrovamento di numerosi reperti litici e la presenza di importanti emergenze storico-archeologiche.
Dalle pietre scheggiate degli uomini preistorici alle imponenti costruzioni nuragiche, di cui se ne contano circa dodici, sino allo stanziamento romano, alla dominazione catalano-aragonese e all'influenza genovese. Il paese mostra nel suo centro storico capolavori di arte catalana e, incastonati tra gli architravi e le porte, misteriosi simboli, alcuni dei quali alludono alla presenza dei mitici cavalieri templari e il cui significato è ancora da svelare.
Simboli e messaggi sono ugulamente presenti all'interno delle sette chiese presenti nel paese, tra cui, degna di nota, è la chiesa dedicata a San Pantaleo, risalente al XIV secolo, in stile romanico-gotico. Abbandonata nei primi decenni del 1900 a causa del cedimento della collina su cui sorge, è oggi in via di restauro. All'interno è ancora possibile osservare la complessità costruttiva che allude al suo antico splendore, mentre è quasi scomparso il pregevole rosone che abbelliva la facciata.
La bella pala del Miracolo di San Pantaleo, del 1595, presente un tempo nella cappella maggiore della chiesa, e opera del più importante manierista sardo Andrea Lusso, si trova oggi nella nuova chiesa parrocchiale. Nel territorio, tra i numersi resti di chiesette campestri, di un certo interesse è la chiesetta romanica di San Leonardo del XII secolo.
In un luogo di tale importanza, il Museo della cultura popolare parla di cultura della terra e delle vigne in un territorio un tempo ricco e fertile e centro di passaggi e comunicazione.